Tempio

In ebraico è hêykâl, un antico termine accadico che significava un grande edificio, come un palazzo o tempio. Sovente nell'Antico Testamento il tempio è semplicemente chiamato casa dell'Eterno (2 Re 11:3; 20:5; 2 Cronache 29:3; Salmo 23:6; ecc.). Storicamente nelle Scritture si parla di quattro templi, e cioè, di Salomone, di Zorobabele, di Erode e di Ezechiele.

  1. Il tempio di Salomone. L'idea di rimpiazzare il tabernacolo mobile con un edificio permanente sembra essere stata suggerita a Davide da Dio stesso (1 Cronache 28:11-19). A Davide era stato vietato di costruire il tempio, perché aveva sparso molto sangue (1 Cronache 22:8). Egli preparò un'enorme quantità di material soprattutto in metalli preziosi, come oro e argento, il cui totale ammontava a 108.000 talenti d'oro, 10.000 dariche d'oro e 1.000.000 di talenti d'argento (1Cronache 22:14; 19:4,7). Salomone iniziò la costruzione del tempio il quarto anno del suo regno, nel mese di Ziv, e lo portò a compimento sette anni dopo nel mese di Bul (1 Re 6:1,38), impiegando così sette anni e sei mesi. Il tempio fu eretto sul monte Moriah, dove si trovava l'aia di Ornan il Gebuseo, dove Davide aveva costruito un altare dopo che la peste era cessata (1 Cronache 21:18-22:1). La pianta del tempio riproduceva sostanzialmente quella del tabernacolo, ma le sue dimensione erano doppie e la sua decorazione più sontuosa. L'interno del tempio misurava 60 cubiti di lunghezza e 30 di altezza (1 Re 6:2). Per le mura si usarono pietre già squadrate nella cava (1 Re 6:7), mentre il tetto e il soffitto si usarono assi di cedro (1 Re 6:9). Le pareti interne (dal pavimmento al soffitto) erano rivestite di tavole di cedro; mentre il pavimento era ricoperto con tavole di cipresso (1 Re 6:15). Tutto l'interno del tempio, comprese le travi e il pavimento, fu ricoperto d'oro (1 Re 6:20-22,30; 2 Cronache 3:7). Sulle pareti del tempio erano scolpiti cherubini, palme e fiori sbocciati (1 Re 6:29).
    Il Luogo santissimo era un cubo di 20 cubiti per lato ricoperto d'oro finissimo (1 Re 6:16,20); nel luogo santissimo sotto le ali spiegate di due enormi cherubini, alti 10 cubiti, di legno di ulivo ricoperto d'oro ( ogni ala misurava 5 cubiti), c'era l'arca (1 Re 6:23-28; 2 Cronache 3:10-13). Davanti al luogo santissimo c'era una porta a due battenti, larghi ciascuno 4 cubiti, di legno di ulivo ricoperto d'oro, su cui erano scolpiti cherubini, pale e fiori sbocciati; questa porta era quindi ricoperta di un velo simile a quello del tabernacolo (1 Re 6:21,31,32; 2 Cronache 3:14).
    Il Luogo santo misurava 40 cubiti di lunghezza, 20 di larghezza e 30 di altezza. Davati al velo c'era l'altare dell'incenso, fatto di cedro ricoperto d'oro (1 Re 6:20), su cui il sommo sacerdote bruciava ogni giorno dell'incenso. Nel luogo santo c'erano ben 10 candelabri d'oro, cinque su ogni lato, e la tavola dei pani di presentazione (1 Re 7:48,49). Sui due lati del portico (o atrio) del tempio furono rizzate delle colonne di bronzo, chiamate rispettivamente Boaz e Jakin, alte 18 cubiti re con capitelli riccamente decorati (1 Re 7:15-22).
    Attorno al tempio c'erano due cortili:
    -Un cortile interno sopraelevato e circondato da un muro fatto di pietre squadrate e travi di cedro (1 Re 6:36), che era riservato ai sacerdoti e nel quale si trovavano l'altare di bronzo per gli olocausti, circa quattro volte più grande di quello del tabernacolo (2 Cronache 4:1), e il mare di metallo fuso (la grande conca di bronzo) di 10 cubiti di diametro e 5 cubiti di altezza, che poggiava su 12 buoi e 10 carrelli di bronzo, ognuno con la sua bacinella (1 Re 7:23-39). Nel mare di bronzo si lavavano i sacerdoti, mentre nelle bacinelle poste sui carrelli si lavavano gli oggetti usati per l'olocausto (2 Cronache 4:6).
    -Un cortile esterno nel quale si fermava il popolo.
    Nel 587 a.C. i Babilonesi arsero il tempio, dopo essersi impadroniti di tutte le cose di valore in esso contenute e che essi portarono a Babilonia (2 Re 25:8-17).
  2. Il tempio di Zorobabele. Nel 538 a.C. Ciro emanò un decreto che permetteva ai Giudei di ritornare a Gerusalemme per ricostruire il tempio (Esdra 1:2-4; 6:3-5). La ricostruzione del tempio fu iniziata nel 536 a.C. sotto Zorobabele, ma fu portata a compimento solo nel 516 a.C. sotto Dario (Esdra 6:15). Questo tempio era largo 60 cubiti e alto altrettanto, ma non se ne conosce la lunghezza (Esdra 6:3). Per la sua costruzione di usò: cedro del Libano (Esdra 3:7), oggetti d'oro e d'argento e altre cose preziose (Esdra 1:6; 2:68,69); inoltre Ciro restituì molti utensili del primo tempio (Esdra 1:7-11). Questo tempio, come il primo, era diviso in luogo santo e luogo santissimo, separati da un velo. Nel luogo santo invece c'era l'altare dell'incenso, un solo candelabro e una tavola per i pani di presentqazione. Probabilmente in questo tempio c'era un semplice sacerdote tirato a sorte, che bruciava l'incenso sull'altare davanti al velo (Luca 1:9). Nel cortile interno, o dei sacerdoti, c'era una conca di bronzo e un altare degliolocausti (Esdra 7:17) di pietra. Anche se questo tempio non aveva lo splendore del primo tempio (Esdra 3:12), la sua gloria sarebbe stata ancor maggiore del primo a motivo della venuta del Messia (Aggeo 2:3,9).
  3. Il tempio di Erode. Stando alle parole stesse di Erode, il tempio da lui costruito era inteso essere un ampliamento e un abbellimento di quello d Zorobabele. I lavori ebbero inizio nel 20-19 a.C. e terminarono solo al tempo del procuratore Albino, nel 62-64 d.C.
    Giuseppe Flavio ha lasciato una descrizione dttagliata del tempio di Erode. Esso aveva la stessa lunghezza e larghezza del tempio di Salomone, ma la sua altezza era di 40 cubiti invece di 30, senza contare una sala superiore. Un velo separava il luogo santo dal luogo santissimo, che era vuoto. Quando Cristo morì in croce, questo velo si squarciò in due, dall'alto in basso (Matteo 27:50-51). Nel luogo santo davanti al velo c'era l'altare d'oro su cui si bruciava l'incenso, una tavola d'oro per i pani di presentazione e un candelabro d'oro. Davanti alla porta di legno dorato, che immetteva nel luogo santo, c'era un gran vestibolo o atrio. Davanti alla facciata del tempio si estendeva un porticato lungo 100 cubiti e largo 20.
    Nel cortile interno dei sacerdoti , che circondava il tempio, c'era l'altare degli olocausti di forma quadrangolare, di 50 cubiti per lato e alto 15 cubiti, e una conca. Il cortile dei sacerdoti, delimitato da un muro di circa un cubito di altezza, eracircondato da una grande corte due volte più grande di quella dell'antico tempio e delimitata esternamente da un muro di 25 cubiti di altezza, contro cui si allineavano stanze per le provviste; davanti a queste stanze si estendeva un porticato coperto che guardava il tempio.
    La porta orientale della corte immetteva nel cortile delle donne, che era separato da un muro dal cortile degli Israeliti, nel quale potevano entrare solo gli uomini. Un alto muro separava questi due cortili dal cortile esterno, chiamato il cortile dei gentili, che era circondato da magnifici porticati. L'angolo nord-ovest del cortile esterno era occupato dalla torre o fortezza Antonia. Il portico lungo il muro orientale si chiamava il portico di Salomone (Giovanni 10:23; Atti 3:11;5 5:12). I mercanti e i cambiavalute potevano commerciare e trafficare nel cortile dei gentili (Matteo 21:12; Giovanni 2:14).
    Nel 70 d.C. i Romani presero Gerusalemme, diedero alle fiamme il tempio e lo distrussero.

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