Feste solenni dell'Antico Testamento

  1. Pasqua: In ebraico è pesah, che viene da pâsah, e che significa passare oltre (Esodo 12:12,13,23), e in senso figurativo risparmiare. La Pasqua doveva essere celebrata ogni anno il 14 del primo mese (Abib o Nisan) sull'imbrunire, per ricordare la liberazione dall'Egitto (Esodo 12:14; Levitico 23:5; Numeri 28:16; Deut. 16;1-8.
  2. Festa dei pani azzimi: In ebraico è matstsah e significa focaccia o pane non lievitato. Questa festa seguiva immediatamente la Pasqua e durava sette giorni, e durava dal 15 al 21 del primo mese (Abib o Nisan) (Esodo 12:18; 13:3-10; Levitico 23:6-8). Nel primo e nel settimo giorno della festa dei pani azzimi c'era una santa convocazione o assemblea e ci si asteneva da ogni lavoro (Esodo 12:18; 13:3-10; 23:15; 34:18; Levitico 23:6-8; Numeri 28:17-25; Deut. 16:3-4).
  3. Festa delle primizie: In ebraico è rê'scîyth  e significa il primo nel tempo, nel genere, nell'ordine o rango. Il giorno 16 del primo mese (Abib o Nisan) si presentava al sacerdote un covone, come primizia del raccolto, che veniva agitato davanti all'Eterno (Levitico 23:9-14).
  4. Festa della Pentecoste: In ebraico è shâbûwa' o scebû'âh, che significa settenni, settimana, e in greco è pentekoste che significa cinquantesimo. Così nel cinquantesimo giorno ( e cioè , il giorno 6 del terzo mese, Sivan) dall'offerta delle primizie c'era una santa convocazione o assemblea con l'obbligo di astenersi dal lavoro, e si offrivano due pani di fior di farina, cotti con il lievito, come primizie offerte all'Eterno (Esodo 23:16; 34:22; Levitico 23:15-21; Numeri 28:26-31; Deut. 16:9-12; Atti 2:1-13).
  5. Festa delle trombe: In ebraico è terûw'âh e significa gridare forte, suonare le trombe, dare l'allarme, rallegrarsi. Le trombe venivano suonate il primo giorno del settimo mese (Ethanim o Tishri), per una santa convocazione o assemblea e con l'obbligo di astenersi dal lavoro (Levitico 23:24-25; Numeri 1:1-10; 29:1-6). Il primo caso di suon di tromba riportato nelle Scritture è quello di Esodo 19:16-25, quando Mosè fece uscire il popolo dall'accampamento per condurlo incontro a Dio che era disceso sul monte Sinai. Si suonavano le trombe anche quando il popolo d'Israele levava l'accampamento e si metteva in cammino (Numeri 10:1-10), e al termine della stagione della raccolta (Numeri 29:1-6).
  6. Il giorno dell'espiazione: In ebraico è yôm kippûr. Il decimo giorno del settimo mese (Ethanim o Tishri) era un giorno di riposo per una santa convocazione o assemblea, in cui bisognava umiliare le proprie anime e offrire particolari sacrifici per fare espiazione (in ebraico kâfar, che significa coprire, espiare, condonare, placare, cancellare, riparare, riconciliare, ecc.), per i sacerdoti, per il popolo, per il tabernacolo e per l'altare degli olocausti. Era l'unica volta all'anno in cui il sommo sacerdote entrava nel luogo santissimo con il sangue del sacrificio per il peccato e lo spruzzava sul propiziatorio (Levitico 16:23,26-32; Numeri 29:7-11).
  7. Festa delle Capanne o Tabernacoli: In ebraico è hâg hassukkôwth; sukkôwth è il plurale di sukkâh, che significa capanna, riparo fatto di foglie e rami intrecciati, tenda, casetta, padiglione, tabernacolo, e cioè, abitazione temporanea. Era pure chiamata Festa della raccolta. Così il quindicesimo giorno del settimo mese (Ethanim o Tishri), cinque giorni dopo il giorno dell'espiazione e al termine della raccolta dei frutti della terra, iniziava la Festa delle capanne o della raccolta. Essa durava sette giorni (Levitico 23:33-36), durante i quali il popolo dimorava in capanne, con una santa convocazione o assemblea nel primo e nell'ottavo giorno, in cui ci si doveva astenere dal lavoro (Esodo 23:16; 34:22; Levitico 23:33-36; 39-43: Numeri 29:12-34; Deut. 16:13-15. Questa festa aveva lo scopo di far ricordare la raccolta dei frutti della terra (Levitico 23:39) e il prodotto dell'aia e dello strettoio (Deut. 16:13), ma soprattutto il fatto che i figli di Israele, uscendo dall'Egitto, avevano dimorato in capanne (Levitico 23:43). Nell'ottavo giorno, distinto dalla festa delle capanne e in cui non vi era più l'obbligo di abitare in tende, c'era una santa convocazione o assemblea (Levitico 23:36; Numeri 29:35), che chiudeva il ciclo delle festività dell'anno.

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