Glossario Biblico

Piccola Enciclopedia Biblica



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E

Ecclesiaste

Significato del nome: il termine "ecclesiaste" è tratto dalla Versione dei LXX e traduce l'ebraico koheleth; questa espressione lascia intendere che l'autore fosse un insegnante o un predicatore.

Autore: Salomone

Data di redazione: intorno al 935 a.C.

Tema: La logica umana

Indirizzo: A quelli che cercano il senso della vita, particolarmente ai giovani.

Essendo in gran parte autobiografico, l'Ecclesiaste riflette le esperienze di Salomone, allo stesso tempo predicatore e re di Gerusalemme (Eccl. 1:1). Esse fanno da corroborante al tema generale del libro: "Vanità delle vanità tutto è vanità" (Eccl. 1:2). Per Salomone l'espressione vanità designa ciò che è vacuo, senza valore permanente, ciò che conduce ad un sentimento di insoddisfazione.


L'Ecclesiaste racconta l'esperienza dell'uomo "sotto il sole" che riflette sulla vita. Esprime una filosofia che non trae origine dalla Rivelazione, ma che è comunque depositata qui dall'ispirazione divina per la nostra istruzione. Rispecchia la concezione del mondo d'uno dei più grandi saggi d'ogni tempo, un uomo convinto dell'esistenza di un Dio santo che un giorno sottoporrà ogni cosa al suo giudizio. Ecco alcune parole chiave di questo libro: "sotto il sole", "ho visto", "ho detto in cuor mio". La tristezza caratterizza l'opera nel suo insieme; i termini "mali" e "fatica" vengono citati rispettivamente ventidue e ventitrè volte e l'espressione "correre dietro al vento" nove volte; le parole "oppressore", "affanno", e "lutto" sono altrettanto frequenti. Soltanto il capitolo che serve da conclusione solleva delle riflessioni sul timore del Signore e sull'ubbidienza ai suoi comandamenti.

Il libro dell'Ecclesiaste può essere suddiviso come segue:

I. Esperienze dell'Ecclesiaste che mostrano la vanità delle cose terrene 1:1-4:16

II. Esortazioni dell'Ecclesiaste convinto della vanità delle cose terrene 5:1-10:20

III. Conclusione 11:1-12:16

tratto dalle note di Scofield alla Sacra Bibbia

Ellenismo

Cultura che presenta elementi greci e orientali e che dominava nella parte orientale del Bacino del Mediterraneo, a partire da Alessandro Magno (IV sec. a.C.) fino all II/III sec. d.C. Essa influì sulla mentalità, la religiosità, i costuni, l'arte. Di solito si distinguono le comunità ellenistiche che vivevano nel mondo greco-romano dalle comunità palestinesi. Questa distinzione deve essere sfumata, perché l'influenza della cultura e della civiltà ellenistica penetrò anche in Palestina.

Empio

Dal latino ímpius, composto dalla particella IN per non, e PIUS pio , religioso, virtuoso, benigno.

Chi offende e disprezza Dio e le cose sante; per estensione: iniquo, scellerato, malvagio.

Epicureismo

Indirizzo filosofico fondato da Epicuro (Epikuros) di Samo (341-270 a.C.) che subordina la ricerca filosofica al conseguimento della felicità individuale, consistente nella liberazione dalle passioni e nell'assenza di qualsiasi turbamento. La sua filosofia deriva dal pensiero di Democrito (tutta la realtà è composta da atomi in movimento, che, combinandosi tra loro formano le molteplici cose del mondo (atomismo). La realtà è solo materia (materialismo). L’anima , che non è immortale, è composta da “atomi sottili”. Epicuro considera la sua filosofia un farmaco che sana da diffuse malattie: il timore degli dei, della morte e del dolore. Solo in questo modo l’uomo è pronto a godere un moderato piacere (a differenza dell’edonismo, l’epicureismo spinge l’uomo a un sano piacere fatto di cose semplici).

Ermeneutica

(dal greco hermeneutiké [téchne], "arte di interpretare, tradurre, spiegare"). È la teoria circa la comprensione, la spiegazione e l'interpretazione di testi letterari. L'ermeneutica biblica vuol raccogliere le nozioni teoriche e le norme pratiche da tener presenti per ben capire gli scritti biblici ed esporne il significato.

Escatologico

(da eschaton, "ultimo"; eschata, "le cose finali"). Ciò che ha rapporto con la fine (della storia, del mondo) come compimento. La nozione include le attese e le speranze d'Israele e della Chiesa riguardo alla fine dei tempi. L'ultimo tempo si ritiene inaugurato con la venuta di Gesù e la sua resurrezione. Comunque, il concetto di "escatologia" rimane piuttosto largo nell'uso fatto in teologia.

Esdra (Libro di)

Autore: Esdra
Data di redazione:
intorno a 450 a.C.

Esdra racconta la fedeltà di Dio attraverso la storia del ritorno dei Giudei dall'esilio in Babiloniam la ricostruzione del Tempio e le riforme sociali e religiose.

Esegesi

(dal greco exegéomai, da ex-ago, "condurre fuori, trarre da, raccontare, spiegare, rivelare). È il procedimento con cui si cerca di comprendere un testo nella sua intenzione originaria. L'esegesi biblica non differisce da quella di altri testi antichi, pur conservando la sua specificità religiosa. La Bibbia va letta e interpretata con lo stesso Spirito con cui fu scritta. Chi non ha questa giusta precomprensione può certamente studiare i testi biblici da diversi punti di vista e raggiungere risultati interessanti (di tipo filologico, letterario, storico, psicologico e sociologico), il senso principale, però, gli sfugge (A. Vanhoye).

Esodo

Significato del nome: "uscire da un luogo"
Autore: Mosè
Data di redazione: 1447-1410 a.C. ca.
Tema: La liberazione

"Esodo" come "Genesi" non deriva dall'ebraico ma dal greco. E' il titolo dato al secondo libro della Bibbia dalla Versione dei LXX che è una traduzione greca dell'Antico Testamento, descrive accuratamente la liberazione del popolo eletto in uscita dall'Egitto dove aveva sofferto come schiavo, senza speranza, per intere generazioni. Nella versione greca possiamo leggere la parola exodos in Esodo 19:1 (uscita), ed anche nei seguenti brani del Nuovo Testamento: Luca 9:31: 2 Pietro 1:15 (partenza); Ebrei 11:22 (uscita).

Questo libro fu scritto per ricordare al popolod'Israele il modo in cui Dio li aveva redenti nella notte di Pasqua, dimostrando la cura di Dio per il suo popolo e il modo in cui li guidò attraverso il desero: con una colonna di nuvola di giorno ed una colonna di fuoco di notte.

Espiazione

In ebraico  kâfar che letteralmente significa coprire. In greco ci sono termini che significano espiazione, espiare o che hanno relazione profonda con questa importante opera di Cristo. Essi sono:

- hilaskomai, che significa fare l'espiazione,
- hilasmos,
che significa espiazione, propiziazione,
- katallasso,
che significa riconciliare,
- lutron,
che significa prezzo di riscatto ,
-
lutroō, che significa liberare,
- lutrosis,
che significa redenzione, liberazione.

Nell'Antico Testamento il termine kâfar è usato ben 150 volte, ed è una delle parole più importanti dell'intera Bibbia. Il suo significato è così vasto che nessun termine delle lingue occidentali lo può adeguatamente rappresentare.

Kâfar significa coprire, espiare, condonare, placare, cancellare, riparare, riconciliare, purificare, annullare, perdonare, essere misericordioso.

Il significato primario e principale di kâfar è: coprire il peccato con il sangue di un sacrificio.

Nel Nuovo Testamento, come è già stato sopra indicato, i termini usati in relazione all'opera sostitutiva di redenzione di Cristo nei confronti dell'uomo sono i seguenti:

- hilaskomai,(Ebrei 2:17; Luca 18:13), che significa: fare l'espiazione, riconciliare, propiziare, placare, essere misericordioso, perdonare. L'opera di espiazione di Cristo alla croce ha pienamente soddisfatto la giustizia di Dio e ha rimosso il peccato dell'uomo.

- hilasmos (1 Giovanni 2:2; 4:10), che significa: espiazione, propiziazione, sacrificio espiatorio o propiziatorio. Hilasmos non indica solamente i benefici della riconciliazione, ma anche il modo con il quale l'uomo è stato riconciliato con Dio e riammesso in comunione con Lui. E' sato Gesù Cristo a fare l'espiazione , la propiziazione per i nostri peccati. Egli quindi è nello stesso tempo il sacrificio espiatorio e il Sommo Sacerdote che sacrifica se stesso per il peccato del mondo (Giovanni 1:29,36; 1 Corinzi 5:7; Efesi 5:2; Ebrei 10:14; 1 Pietro 1:19; Apoc.5:6,8)

- katallasso (Romani 5:10; 2 Corinzi 5:18,19), che significa riconciliare, Katallasso non indica solo che le richieste della giustizia di Dio sono state soddisfatte, ma dice che Dio stesso ha compiuto l'opera di espiazione e redenzione, prendendo su di sè il nostro peccato, e così riconciliandosi con l'uomo e ristabilendo con lui relazioni di pace attraverso Gesù Cristo (Romani 5:1; Efesi 2:14; Colossesi 1:20).

- lutron (Matteo 20:28; Marco 10:45), che significa prezzo di riscatto

- lutroō (Luca 24:21; Tito 2:14; ! Pietro 1:18), che significa liberare mediante riscatto, redimere, riscattare.

- lutrosis (Luca :68; 2:38; Ebrei 9:12), che significa redenzione, liberazione.


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