-shabbâth shabbâthôwn (Levitico 25:4), che significa sabato di completo riposo, perchè la terra doveva essere lasciata in completo riposo: non si doveva coltivare la terra, nè seminare il campo, nè potare la vigna;
- shenâh shabbâthôwn (Levitico 25:5), che significa anno di completo riposo, perché il riposo doveva essere esteso a tutto l'anno; non si doveva nepppure mietere quello che nasceva spontaneamente o vendemmiare l'uva che la vigna non potata poteva produrre;
- shenâh hashshemittâh (Deut. 15:9), che significa anno di remissione , perché in questo anno tutti i debiti erano rimessi;
- shenâh hashsheba' (Deut. 15:9), che significa settimo anno perché celebrato ogni sette anni.
Per cui ogni sette anni si doveva lasciare la terra in completo riposo per un anno intero (Esodo 23:11; Levitico 25:1-5), in cui non si doveva coltivare la terre (Esodo 23:11), nè seminare il campo, nè potare la vigna (Levitico 25:4), nè mietere quello che nasceva spontaneamente dal seme caduto nella raccolta o vendemmiare l'uva che la vigna non potata produceva (Levitico 25:5); ovviamente anche i servi potevano godere di questo anno di riposo, perchè erano esonerati dal lavoro dei campi.
Questo anno di riposo per la terra aveva inizio dopo la festa delle capanne o della raccolta, nel settimo mese (Ethanim o Tishri), al termine quindi della raccolta dei frutti della terra. Ciò che la terra produceva spontaneamente in quest'anno era a libera disposizione di tutti, del padrone, dei suoi servi e operai, dei forestieri, degli animali domestici e delle bestie dei campi (Esodo 23:11; Levitico 25:6-7).
Dio stesso avrebbe reso possibile osservare il riposo del settimo anno, perché avrebbe concesso un abbondante raccolto il sesto ano (Levitico 25:20-21). Nell'anno sabatico dovevano pure essere rimessi i debiti contratti attraverso prestiti; il pagamento dei debiti poteva essere richiesto unicamente allo straniero (Deut. 15:1-4).
Inoltre, alla festa delle capanne dell' anno sabatico i sacerdoti avrebbero dovuto leggere la legge nel luogo da Dio scelto (tempio di Gerusalemme), davanti a tutto Israele, compresi uomini, donne, bambini e stranieri, perché potessero tutti udire e imparare a temere l'Eterno e impegnarsi a metterla in pratica (Deut. 31:10-13).